giovedì 5 febbraio 2015

tratto da: Spariti e Sparati, i casi di Martin Pallottola



 Bere fa male

Martin Pallottola ascoltava assonnato le ultime notizie del telegiornale della notte; aveva dormito poche ore negli ultimi giorni. Il suo incarico d’ispettore di polizia non gli permetteva di dedicare molte ore al sonno e il caso a cui lavorava, le aveva ulteriormente diminuite.
Ciò che stava accadendo in tutto il territorio, aveva portato tutta quanta la cittadina a una fobia generale, le strade erano quasi deserte, le saracinesche dei negozi in maggior parte abbassate e cori di protesta e lamenti vari si erano alzati contro il governo e le autorità; nessuno sapeva come fermare questa indescrivibile ondata di violenza, omicidi e sangue.
A tutto ciò neanche Martin Pallottola sapeva dare una risposta, lui che aveva combattuto contro bande criminali feroci, lui che era riuscito a scoprire gli autori di omicidi cosiddetti perfetti, lui che era considerato il miglior investigatore dello stato; lui non riusciva a spiegarsi il perché e il per come di tale situazione. La cosa più incredibile, secondo Martin, era che non esisteva alcun nesso tra quelle morti violenti, era inspiegabile il fatto che centinaia di persone fossero state uccise senza un motivo, senza un perché, non c’erano scopi di rapina e sequestri o liti o discussioni; l’assassino si avvicinava alla vittima e zac! la uccideva dileguandosi del nulla. Ancora nessuno era stato individuato e arrestato, Martin era certo che non si trattava di una persona soltanto, perché il raggio di azione era troppo vasto per essere coperto da un unico individuo, ed era pure convinto che sotto ci fosse qualcosa di anomalo e di talmente ovvio da non fare caso alla sua ovvietà.
Le palpebre si stavano chiudendo, ma la goffaggine di Abramo, l’alano arlecchino con cui conviveva, fece crollare una serie di soprammobili in stile falso Ming cinese vinti al luna park, impaurendo Martin che si trovò con la pistola puntata verso gli occhi dolci e ruffiani del cane. Capì che era l’ora della passeggiata e per niente contento dell’idea, ma lusingato dalle effusioni di affetto dell’amico peloso si avviò alla porta preceduto da Abramo, ma si soffermò sulla soglia attratto dalla musica proveniente dallo schermo televisivo, guardò quella pubblicità con ortaggi animati che saltavano, correvano, balzavano, rotolavano e danzavano; un peperone rosso con i capelli biondi corti e ritti cantava: quando il sole scomparirà, un rosso vivo ti abbraccerà, una bevanda di qualità la trovi solo in KRITA’.
Che stronzata di canzone disse Martin ha rovinato la simpatia delle immagini e sicuramente la bibita fa schifo!
Abramo affermò con un abbaio la sua intenzione di uscire.
Ok, ok andiamo, ma potresti darmi soddisfazione quando ti parlo.
Verso le quattro Martin fu svegliato dagli squilli insistenti del telefono, fu informato da un suo collega che la situazione era precipitata in peggio, nella nottata si erano verificate molte di quelle morti sospette; infastidito dall’idea che qualcuno riuscisse a farla franca, colpito nel suo onore poliziesco e incazzato per l’impossibilità di dormire, decise che avrebbe trovato la soluzione a questo enigma di sangue.
Giunto in strada un senso di deserto mania lo colpì alla testa, non c’era anima viva in giro e la cosa lo afflisse, scorse contento la sagoma di due figure provenire una da est e l’altra da ovest, montando in macchina sorrise al pensiero che la città in qualche modo viveva, ma quando le due persone s’incrociarono il sorriso si trasformò in un ghigno di rabbia, scese velocemente e corse in direzione della coppia, colpì varie volte con il pugno e con il calcio della pistola l’uomo in piedi facendolo cadere vicino all’altro. Martin osservò i due corpi a terra, uno con la gola squarciata e l’altro stordito dai suoi pugni, la visione gli provocò disgusto e felicità mescolate tra di loro; era dispiaciuto dalla morte ma contento di aver catturato la causa. Ecco il primo passo verso la risoluzione dell’enigma.
Arrivato alla centrale, riuscì a malapena a farsi largo tra circa un centinaio di persone miste tra poliziotti e criminali, seppe che erano tutti responsabili di omicidi simili a quello a cui aveva assistito; la confusione era totale, lo smarrimento regnava nell’aria, Martin rispettando le sue qualità e il suo grado prese in mano le redini della situazione e cominciò a interrogare gli arrestati; dopo cinque ore di continui colloqui si rese conto che non avrebbero risolto niente, nessuno di loro sapeva cosa aveva commesso, nessuno si rendeva conto di aver ucciso qualcuno, erano come se fossero stati alterati.
Già alterati pensò Martin di sicuro non erano in sé, hanno trascorso un periodo molto breve della loro vita in trance, già ma cosa può aver provocato questa specie d’ipnosi collettiva? Questo è il punto da scoprire, bisogna trovare uno spiraglio di luce o sprofonderemo nell’abisso dell’irrisolto!
Ricominciò a interrogare le persone sempre più spaventate dalla loro doppia identità; cominciò a chiedere vizi, abitudini e le ultime cose fatte e stilò una specie di tabella investigativa, per analizzare se esisteva un filo di connessione tra di loro in grado di far chiarezza in questa intricata vicenda.
Il sole era ormai alto nel cielo, il caffè scorreva a fiumi, tutta la centrale era attiva, chi teneva d’occhio la folla di criminali involontari, chi svolgeva i servizi ordinari e chi come Pallottola e i suoi fedeli collaboratori lavoravano al caso in questione, elaborando tutte le notizie ottenute dagli ultimi interrogatori.
Dalla prima stima di valutazione aggiornò Luca Scamorto miglior amico di Martin risulta che gli interessati sono tutti di sesso maschile, la maggior parte ha mangiato pizza, alcuni hanno visto films violenti, pochi hanno fatto sesso, quasi tutti fumano sigarette dalle diverse marche, tutti hanno assaggiato la solita bevanda, una decina ha fumato uno spinello, qualcuno ha tirato la cocaina, tutti si ricordano come ultima cosa la televisione, quasi tutti hanno un animale in casa, pochi di loro sono senza lavoro, tutti hanno rubato qualcosa nella loro vita chi poco e chi tanto, circa la metà portano l’orecchino e molti stranamente ascoltano musica classica e questo è tutto!
A proposito di tutto, cosa hai detto che fanno tutti? chiese Martin.
Tutti, tutti, ah sì, tutti hanno rubato qualcosa nel ……. rispose Luca.
No, questa non importa.
Allora, tutti hanno un animale, ah no, quasi tutti, ecco tutti si ricordano come ultima cosa la televisione.
Televisione hai detto? Può essere interessante? Boh, c’è altro?
No, ah sì, a parte il fatto che sono tutti maschi e per capirlo non importava interrogarli, c’è il fatto che hanno assaggiato tutti la solita bevanda!
Ecco, ecco, che bevanda è? Sangue di Hitler?
No ribatté ridendo Luca ma forse era meglio, questa si chiama KRITA’, una bevanda schifosa che sa di tutto ciò che è ortaggio e si può frullare.
KRITA’ hai detto? È quella del peperone che canta e tutti gli ortaggi si muovono? Bellina la pubblicità ma che schifo quella canzone!
Non l’ho ancora vista!
Ma l’hai bevuta?
Si ma fa schifo!
Ok, ok, allora riassumiamo, tutti bevevano la bibita ed hanno guardato la televisione.
No, tutti hanno bevuto la KRITA’ e stavano guardando la televisione!
Vabbè è uguale!
Se lo dici tu!
D’accordo, ragioniamo, anzi facciamo una supposizione, tutti coloro che bevono la bibita diventano criminali.
Non credo!
Perché?
Perché anch’io l’ho assaggiata, ma tranne qualche mosca non ho ucciso nessuno!
Allora scartando questa ipotesi e scartando il fatto che neanche chi guarda la televisione può diventare un assassino così dal niente, direi che questa tabella investigativa non è servita a niente, a meno che ……………, tu hai detto che non hai mai visto la pubblicità ma hai bevuto la bibita, io non l’ho assaggiata ma ho visto la televisione e se allora fosse la combinazione delle due cose a far scattare la molla della violenza? Potrebbe essere, come fa la canzoncina?
Non la so capo!
E non chiamarmi capo e poi una raccomandazione, cerca di non guardare le pubblicità, non si sa mai come potrebbe finire la vicenda!
Signorina Nelletto, può fare una ricerca sulla bibita KRITA’ ? grazie, ma come fa quella maledetta canzone?
Passò circa un’ora prima che Ilaria Nelletto portasse tutta la documentazione richiesta e Martin ne approfittò per riposare le sue stanche membra.
Partirono, a sirene spente per non dare nell’occhio, in direzione della fabbrica di proprietà del signor Sigismondo Segantini inventore della bibita KRITA’; il sistema di vigilanza era incredibile, ci vollero una decina di firme ad altrettanti casotti di sorveglianza prima di arrivare all’ingresso del palazzo con uffici; la segretaria introdusse Martin Pallottola e Luca Scamorto nella suite adibita a presidenza.
Sigismondo Segantini sorrise all’entrata dei poliziotti, li fece accomodare su due splendide e accoglienti poltrone e poi chiese a quale piacere doveva la visita; Luca cominciò a dire che volevano qualche delucidazione sulla bibita da loro preparata, ma Martin con molta energia accusò Segantini di produrre una bevanda con sostanze ipnotiche che condizionavano, con l’aiuto di una canzone tra l’altro brutta, le menti delle persone costringendole a uccidere.
L’amico rimase sbalordito da tanto impeto, sicuramente il sonno arretrato lo portava a quello stato d’ipertensione, ma quando lo vide estrarre la pistola da sotto il giacchetto di pelle cercò di fermarlo inutilmente, lo sparò esplose nella stanza, Luca si mise le mani nei capelli prima di rendersi conto di ciò che era realmente accaduto.
Martin Pallottola tenendo puntata la pistola contro Sigismondo Segantini, indicò all’amico l’obiettivo colpito, la televisione fumava ed emanava scariche elettriche.
Odio la pubblicità! spiegò sorridendo.
Il creatore di KRITA’ fu arrestato e dopo la confessione fu condannato all’ergastolo per omicidio intenzionale di massa; non si dichiarò mai pentito di quello che aveva causato, anzi si proclamò paladino che lotta contro coloro che si adeguano al consumismo.
Martin Pallottola non comprese mai cosa quel pazzo intendesse dire o dimostrare, ma una cosa riuscì a capirla: il genere umano stava procurando una ferita mortale nel mondo. Tutte le bibite furono ritirate dal mercato, la pubblicità fu distrutta, Sigismondo Segantini fu trovato morto con la gola squarciata da una bottiglia di KRITA’, nel refettorio del carcere, Martin Pallottola riuscì a dormire otto ore di seguito e si svegliò con il mal di testa..

Michele............

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