Il mondo stava cambiando in peggio, sembrava che la fine
stesse arrivando, smottamenti e frane dovute alle precipitazioni sempre più
abbondanti, terremoti e maremoti che distruggevano intere cittadine
cancellandole per sempre dagli atlanti, stragi di massa dovute a persone
imbecilli assetate di potere e di comando, edilizia frenetica ed irresponsabile
che aveva nel tempo rubato spazio alla natura e che ora sembrava voler riprendere
ciò che era suo, attentati terroristici, centrali nucleari in avaria e petroliere
affondate con perdite incalcolabili di petrolio, e non solo. Tutto questo
creava disagio a tutto il mondo, ma c’era un’altra cosa che preoccupava ancora
di più Lapo Lazzeri; era un messaggio sms ricevuto qualche anno fa; un
incomprensibile messaggio che sembrava essere arrivato dallo spazio, sul
momento non li aveva dato importanza, ma lo aveva lasciato memorizzato nel suo
telefono ed ora lo aveva messo al centro della sua attenzione.
Lapo era conosciuto tra gli amici come il detective
sfregiato, perché era appassionato di gialli, misteri ed affini, e perché da
piccolo ebbe un incidente con la bicicletta, che dopo molto dolore e spavento,
li lasciò in dote una piastra di metallo in testa e due cicatrici, una sulla
fronte ed una sulla guancia. Lavorava nelle poste, inizialmente come
portalettere, poi passò al bancone ed ora, dopo quasi trent’anni di servizio in
ufficio con una scrivania personale; conosceva un sacco di persone e molte di
loro, quando avevano avuto qualche problema, lo avevano interpellato
chiedendogli aiuto nel risolvere i loro relativi misteri di ruberie, ladrocini
ed anche alcune scomparse di cari, e Lapo spesso, anzi, quasi sempre, era
riuscito a risolvere in maniera egregia. Lapo era stato sposato ma l’unione era
durata soltanto due anni, poi sua moglie fuggì all’estero con il migliore amico
di lei e da quel giorno Lapo non volle più sapere di donne e di rapporti, e da
allora, oltre al lavoro ed agli amici, si dedicava alla sua grande passione:
l’investigazione e lo faceva seguendo, oltre a quelli degli amici, i vari casi
che sentiva alla televisione e nel suo piccolo cercava di trovare la soluzione.
Però da un anno a questa parte, tutta la sua attenzione
era dedicata a quel messaggio ricevuto alcuni anni prima e che dopo qualche
sogno incominciava ad essere interessante per lui. Nel tempo Lapo si era sempre
più convinto che quel messaggio venisse da un altro pianeta, da un’altra
dimensione, da un qualcosa a cui non sapeva dare un’identità certa.
¤H questo era il
mittente del messaggio
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questo il testo inviato alle ore 08.04.12 del 09/01/2093 circa ottanta anni
dopo la data reale di ricevimento da parte di Lapo. Come detto, sul momento,
Lapo non dette considerazione alla cosa anche se non lo cancellò dal suo
telefono cellulare, ma nel tempo il tarlo del mistero s’impossessò di lui e
cominciò a pensarci sempre più spesso, traendo la conclusione che il messaggio
veniva da un altro mondo, ma non aveva prove e quindi cominciò ad indagare
senza successo. Poi però cominciò a sognare e sognava quello che nel giro di
uno, due giorni accadeva, non sognava quello che succedeva nella sua comune
vita privata, ma sognava catastrofi, disgrazie e morti, come fosse un
avvertimento a non essere dove non doveva ed allora elaborò un’idea, una
supposizione che consisteva nel fatto che forse lui era, anzi che all’interno
di lui viveva un extraterrestre o che probabilmente era fin da piccolo, una
specie di ET travestito da umano inconsapevole di ciò ed ora per un oscuro motivo
veniva messo al corrente di ciò che stava accadendo da questo ipotetico popolo
alieno per proteggerlo. La sua convinzione cresceva ogni giorno di più ma non
trovava riscontro in niente ed allora cominciò a cercare su internet notizie
inerenti e quello che stava accadendo a lui, ma al momento nessuno ne faceva
parola. Chiamò anche il proprio gestore telefonico e con lui fece una ricerca
negli archivi, ma a loro non risultava neanche che fosse arrivato un messaggio
nel momento che lui asseriva di averlo ricevuto e questo fatto lo convinse
ancora di più che ci fosse dietro qualcosa di alieno.
Le disgrazie accadevano sempre più spesso e dato che
oramai eravamo entrati nell’anno della fine del mondo secondo i Maya, Lapo
cominciò ad essere sempre più preoccupato; i suoi sogni continuavano ad
avvertirlo delle catastrofi ma non erano precisi del luogo e nemmeno della
data, ma talmente era preoccupato e curioso che decise di mettersi in
aspettativa sul lavoro. La situazione atmosferica peggiorò con nevicate mai avute
fino ad ora, vulcani inattivi da anni che cominciarono ad eruttare lava
incandescente che si mescolava con la neve rendendo i paesaggi surreali, ma per
Lapo ci fu una svolta nell’indagine che stava svolgendo; finalmente qualcuno su
internet si era fatto vivo, c’era una richiesta di spiegazione su uno strano
messaggio ricevuto sul telefono cellulare; Lapo si attivò e cominciò ad avere
un dialogo on-line con l’autore della richiesta, che tra l’altro era una donna
indiana di nome Neeraja, la loro conversazione durò alcuni giorni e nel
frattempo altre persone si fecero vive, ognuna con il proprio messaggio
ricevuto da un’altra dimensione, ogni messaggio era diverso dagli altri ma
tutti avevano la stessa particolarità, erano stati spediti nello stesso giorno
9 gennaio 2093 anche se ad ore diverse. Nessuno dei riceventi però aveva avuto
i sogni premonitori come Lapo e nessuno di loro aveva dato importanza alla cosa
anzi, molti di quelli che si unirono al loro forum avevano cancellato il
messaggio, ma navigando in rete si erano trovati a scoprire questo fatto e gli
era tornato in mente di un sms strano ricevuto. Lapo non li escluse a priori,
prese nome ed indirizzo a tutti, ma soltanto con una quindicina si tenne
giornalmente in contatto. Qualche mese dopo, all’inizio dell’estate, sei di
loro lo avvertirono che avevano cominciato ad avere sogni strani che preannunciavano
morti ed incidenti vari; cinque di loro erano tra quelli sempre in contatto con
Lapo, era la stessa Neejera, il francese Olivier, l’ucraino Oleg, il brasiliano
Luizinho, il giapponese Norinaga ed il canadese Donovan che era uno tra quelli
che avevano cancellato il messaggio. Nel mentre, in collaborazione con gli
altri, Lapo aveva fatto controlli sul ricevimento dei messaggi, ma come era
stato per lui, nessuno dei gestori telefonici interpellati trovarono nei loro
database tracce di quei fantomatici messaggi.
Lapo era sempre più coinvolto da questa storia ma non
riusciva a scoprire niente di nuovo che potesse dare una svolta a tutto ciò,
alcune volte era addirittura arrivato a pensare di lasciar stare e considerare
tutto come una semplice coincidenza di cose o il buffo scherzo di un destino
burlone, ma poi passato il momento nero del suo umore, si catapultava con il
pensiero a cercare di capire cosa ci poteva essere sotto questa storia irreale.
Decise di dare una sterzata a questa situazione e chiese agli altri pseudo
alieni, se accettavano di incontrarsi realmente e non solo virtualmente; tutti
e sei risposero positivamente. Il luogo d’incontro fu stabilito a Londra, città
multirazziale ideale per lavoro, divertimento e cultura, il giorno il primo settembre;
mancavano solo venti giorni e Lapo cominciò a preparare i bagagli ed un piano
su cui lavorare per la settimana di soggiorno.
S’incontrarono tutti nella hall dell’albergo che avevano
prenotato, erano nel West End vicini a Trafalgar Square, all’inizio ci fu
imbarazzo ma svanì subito dopo le presentazioni, Lapo propose di andarsi a
sistemare nelle camere e poi ritrovarsi a cena, dove avrebbero iniziato a
parlare del motivo per cui erano là; fu colpito dalla determinazione e dalla
prestazione fisica dell’ucraino Oleg, dal fascino dell’integrante Neeraja e
dall’antipatia a pelle che emanava Donovan il canadese dai capelli rossi. Si
ritrovarono al tavolo ognuno con il suo stile di abbigliamento, con i propri
modi di fare e con le proprie idee sull’argomento principale della loro
riunione; il ricciolone Luizinho, l’affascinante Neeraja ed il biondissimo Oleg
erano coloro che più credevano in questa storia aliena, l’asiatico Norinaga
dimostrava tutta la sua timidezza e non era semplice farlo esprimere sui suoi pensieri,
anche se quel poco che diceva lo enunciava con evidente saggezza, il freak
Olivier con le sue originali basette lunghe e nere era una fornace d’idee e
supposizioni ma non si riusciva a capire ciò che in realtà pensava veramente e
poi c’era Donovan il pel di carota che sembrava essere il più contrario a
credere anche se non lo ammetteva apertamente. Tutto il discorso inizialmente
si basava sul credere e volere continuare ad indagare sul fatto oppure no e tra
una pietanza e l’altra, prima del dolce, arrivarono alla conclusione che
sarebbero andati avanti con la loro indagine, ed allora cominciarono a parlare
del piano di azione, decisero che il primo passo era quello di andare nelle
biblioteche in cerca di qualche libro che potesse rivelare loro qualche
informazione in più e seguire anche la pista Maya, dove magari potessero
trovare un accenno storico a qualcosa di simile alla loro situazione;
naturalmente, dato che doveva essere anche un piacevole soggiorno, decisero di
alternare indagine a divertimento, quindi mattina dedicata al lavoro e
pomeriggio e sera allo spasso, quindi Lapo propose che il giorno dopo sarebbero
potuti andare a praticare Paint Ball, gioco! di guerra a squadre con proiettili
di vernice, la proposta venne accettata con entusiasmo da tutti e dopo aver
concluso la cena con caffè ed amaro ed aver parlato in generale di se stessi
per una ventina di minuti, decisero di andare a letto per riposarsi dal viaggio
ed essere in piena forma il giorno seguente. Erano tutti allo stesso piano
dell’Hotel, il sesto per la precisione, lui e Neejera nel corridoio a sinistra
mentre gli altri a destra, si salutarono fuori dall’ascensore ed ognuno andò
verso le proprie camere, Lapo era sempre più affascinato dalla giovane indiana,
dal suo modo leggiadro di muoversi, dal suo sguardo intrigante, dal profumo che
emanava il suo corpo, dai lunghi capelli neri legati con una treccia, e
talmente era preso dai suoi pensieri che non si accorse di essersi fermato
davanti alla camera di lei che lo stava osservando con sguardo interrogativo.
-Ops scusa stavo immerso in un altro mondo che mi sono
estraniato da questo! Mi stavi dicendo qualcosa?-
-Niente d’importante! Solo che ero arrivata alla mia
stanza e ti auguravo buona notte!-.
-Scusa di nuovo, buonanotte anche a te! Ci vediamo domani
mattina! replicò imbarazzato osservando lei ed il numero della sua stanza -
Sono arrivato anche io comunque, ho la camera accanto alla tua! – continuò
vedendo il numero 66 nella porta accanto.
continua................................
Michele
anche io ho voluto dire la mia su questo evento atteso da molti con molta ansia e paura..........
RispondiEliminami spiace pubblicarlo il giorno dopo!!!!!!!!
ma il day after in alcuni casi è il migliore!!
Michele