sabato 22 dicembre 2012

La fine del mondo..........prima parte.............





Il mondo stava cambiando in peggio, sembrava che la fine stesse arrivando, smottamenti e frane dovute alle precipitazioni sempre più abbondanti, terremoti e maremoti che distruggevano intere cittadine cancellandole per sempre dagli atlanti, stragi di massa dovute a persone imbecilli assetate di potere e di comando, edilizia frenetica ed irresponsabile che aveva nel tempo rubato spazio alla natura e che ora sembrava voler riprendere ciò che era suo, attentati terroristici, centrali nucleari in avaria e petroliere affondate con perdite incalcolabili di petrolio, e non solo. Tutto questo creava disagio a tutto il mondo, ma c’era un’altra cosa che preoccupava ancora di più Lapo Lazzeri; era un messaggio sms ricevuto qualche anno fa; un incomprensibile messaggio che sembrava essere arrivato dallo spazio, sul momento non li aveva dato importanza, ma lo aveva lasciato memorizzato nel suo telefono ed ora lo aveva messo al centro della sua attenzione.
Lapo era conosciuto tra gli amici come il detective sfregiato, perché era appassionato di gialli, misteri ed affini, e perché da piccolo ebbe un incidente con la bicicletta, che dopo molto dolore e spavento, li lasciò in dote una piastra di metallo in testa e due cicatrici, una sulla fronte ed una sulla guancia. Lavorava nelle poste, inizialmente come portalettere, poi passò al bancone ed ora, dopo quasi trent’anni di servizio in ufficio con una scrivania personale; conosceva un sacco di persone e molte di loro, quando avevano avuto qualche problema, lo avevano interpellato chiedendogli aiuto nel risolvere i loro relativi misteri di ruberie, ladrocini ed anche alcune scomparse di cari, e Lapo spesso, anzi, quasi sempre, era riuscito a risolvere in maniera egregia. Lapo era stato sposato ma l’unione era durata soltanto due anni, poi sua moglie fuggì all’estero con il migliore amico di lei e da quel giorno Lapo non volle più sapere di donne e di rapporti, e da allora, oltre al lavoro ed agli amici, si dedicava alla sua grande passione: l’investigazione e lo faceva seguendo, oltre a quelli degli amici, i vari casi che sentiva alla televisione e nel suo piccolo cercava di trovare la soluzione.
Però da un anno a questa parte, tutta la sua attenzione era dedicata a quel messaggio ricevuto alcuni anni prima e che dopo qualche sogno incominciava ad essere interessante per lui. Nel tempo Lapo si era sempre più convinto che quel messaggio venisse da un altro pianeta, da un’altra dimensione, da un qualcosa a cui non sapeva dare un’identità certa.
¤H  questo era il mittente del messaggio 
 }DzƒAcr°i¦Yvvßòv:Ü~ƒEè2 questo il testo inviato alle ore 08.04.12 del 09/01/2093 circa ottanta anni dopo la data reale di ricevimento da parte di Lapo. Come detto, sul momento, Lapo non dette considerazione alla cosa anche se non lo cancellò dal suo telefono cellulare, ma nel tempo il tarlo del mistero s’impossessò di lui e cominciò a pensarci sempre più spesso, traendo la conclusione che il messaggio veniva da un altro mondo, ma non aveva prove e quindi cominciò ad indagare senza successo. Poi però cominciò a sognare e sognava quello che nel giro di uno, due giorni accadeva, non sognava quello che succedeva nella sua comune vita privata, ma sognava catastrofi, disgrazie e morti, come fosse un avvertimento a non essere dove non doveva ed allora elaborò un’idea, una supposizione che consisteva nel fatto che forse lui era, anzi che all’interno di lui viveva un extraterrestre o che probabilmente era fin da piccolo, una specie di ET travestito da umano inconsapevole di ciò ed ora per un oscuro motivo veniva messo al corrente di ciò che stava accadendo da questo ipotetico popolo alieno per proteggerlo. La sua convinzione cresceva ogni giorno di più ma non trovava riscontro in niente ed allora cominciò a cercare su internet notizie inerenti e quello che stava accadendo a lui, ma al momento nessuno ne faceva parola. Chiamò anche il proprio gestore telefonico e con lui fece una ricerca negli archivi, ma a loro non risultava neanche che fosse arrivato un messaggio nel momento che lui asseriva di averlo ricevuto e questo fatto lo convinse ancora di più che ci fosse dietro qualcosa di alieno.
Le disgrazie accadevano sempre più spesso e dato che oramai eravamo entrati nell’anno della fine del mondo secondo i Maya, Lapo cominciò ad essere sempre più preoccupato; i suoi sogni continuavano ad avvertirlo delle catastrofi ma non erano precisi del luogo e nemmeno della data, ma talmente era preoccupato e curioso che decise di mettersi in aspettativa sul lavoro. La situazione atmosferica peggiorò con nevicate mai avute fino ad ora, vulcani inattivi da anni che cominciarono ad eruttare lava incandescente che si mescolava con la neve rendendo i paesaggi surreali, ma per Lapo ci fu una svolta nell’indagine che stava svolgendo; finalmente qualcuno su internet si era fatto vivo, c’era una richiesta di spiegazione su uno strano messaggio ricevuto sul telefono cellulare; Lapo si attivò e cominciò ad avere un dialogo on-line con l’autore della richiesta, che tra l’altro era una donna indiana di nome Neeraja, la loro conversazione durò alcuni giorni e nel frattempo altre persone si fecero vive, ognuna con il proprio messaggio ricevuto da un’altra dimensione, ogni messaggio era diverso dagli altri ma tutti avevano la stessa particolarità, erano stati spediti nello stesso giorno 9 gennaio 2093 anche se ad ore diverse. Nessuno dei riceventi però aveva avuto i sogni premonitori come Lapo e nessuno di loro aveva dato importanza alla cosa anzi, molti di quelli che si unirono al loro forum avevano cancellato il messaggio, ma navigando in rete si erano trovati a scoprire questo fatto e gli era tornato in mente di un sms strano ricevuto. Lapo non li escluse a priori, prese nome ed indirizzo a tutti, ma soltanto con una quindicina si tenne giornalmente in contatto. Qualche mese dopo, all’inizio dell’estate, sei di loro lo avvertirono che avevano cominciato ad avere sogni strani che preannunciavano morti ed incidenti vari; cinque di loro erano tra quelli sempre in contatto con Lapo, era la stessa Neejera, il francese Olivier, l’ucraino Oleg, il brasiliano Luizinho, il giapponese Norinaga ed il canadese Donovan che era uno tra quelli che avevano cancellato il messaggio. Nel mentre, in collaborazione con gli altri, Lapo aveva fatto controlli sul ricevimento dei messaggi, ma come era stato per lui, nessuno dei gestori telefonici interpellati trovarono nei loro database tracce di quei fantomatici messaggi.
Lapo era sempre più coinvolto da questa storia ma non riusciva a scoprire niente di nuovo che potesse dare una svolta a tutto ciò, alcune volte era addirittura arrivato a pensare di lasciar stare e considerare tutto come una semplice coincidenza di cose o il buffo scherzo di un destino burlone, ma poi passato il momento nero del suo umore, si catapultava con il pensiero a cercare di capire cosa ci poteva essere sotto questa storia irreale. Decise di dare una sterzata a questa situazione e chiese agli altri pseudo alieni, se accettavano di incontrarsi realmente e non solo virtualmente; tutti e sei risposero positivamente. Il luogo d’incontro fu stabilito a Londra, città multirazziale ideale per lavoro, divertimento e cultura, il giorno il primo settembre; mancavano solo venti giorni e Lapo cominciò a preparare i bagagli ed un piano su cui lavorare per la settimana di soggiorno.
S’incontrarono tutti nella hall dell’albergo che avevano prenotato, erano nel West End vicini a Trafalgar Square, all’inizio ci fu imbarazzo ma svanì subito dopo le presentazioni, Lapo propose di andarsi a sistemare nelle camere e poi ritrovarsi a cena, dove avrebbero iniziato a parlare del motivo per cui erano là; fu colpito dalla determinazione e dalla prestazione fisica dell’ucraino Oleg, dal fascino dell’integrante Neeraja e dall’antipatia a pelle che emanava Donovan il canadese dai capelli rossi. Si ritrovarono al tavolo ognuno con il suo stile di abbigliamento, con i propri modi di fare e con le proprie idee sull’argomento principale della loro riunione; il ricciolone Luizinho, l’affascinante Neeraja ed il biondissimo Oleg erano coloro che più credevano in questa storia aliena, l’asiatico Norinaga dimostrava tutta la sua timidezza e non era semplice farlo esprimere sui suoi pensieri, anche se quel poco che diceva lo enunciava con evidente saggezza, il freak Olivier con le sue originali basette lunghe e nere era una fornace d’idee e supposizioni ma non si riusciva a capire ciò che in realtà pensava veramente e poi c’era Donovan il pel di carota che sembrava essere il più contrario a credere anche se non lo ammetteva apertamente. Tutto il discorso inizialmente si basava sul credere e volere continuare ad indagare sul fatto oppure no e tra una pietanza e l’altra, prima del dolce, arrivarono alla conclusione che sarebbero andati avanti con la loro indagine, ed allora cominciarono a parlare del piano di azione, decisero che il primo passo era quello di andare nelle biblioteche in cerca di qualche libro che potesse rivelare loro qualche informazione in più e seguire anche la pista Maya, dove magari potessero trovare un accenno storico a qualcosa di simile alla loro situazione; naturalmente, dato che doveva essere anche un piacevole soggiorno, decisero di alternare indagine a divertimento, quindi mattina dedicata al lavoro e pomeriggio e sera allo spasso, quindi Lapo propose che il giorno dopo sarebbero potuti andare a praticare Paint Ball, gioco! di guerra a squadre con proiettili di vernice, la proposta venne accettata con entusiasmo da tutti e dopo aver concluso la cena con caffè ed amaro ed aver parlato in generale di se stessi per una ventina di minuti, decisero di andare a letto per riposarsi dal viaggio ed essere in piena forma il giorno seguente. Erano tutti allo stesso piano dell’Hotel, il sesto per la precisione, lui e Neejera nel corridoio a sinistra mentre gli altri a destra, si salutarono fuori dall’ascensore ed ognuno andò verso le proprie camere, Lapo era sempre più affascinato dalla giovane indiana, dal suo modo leggiadro di muoversi, dal suo sguardo intrigante, dal profumo che emanava il suo corpo, dai lunghi capelli neri legati con una treccia, e talmente era preso dai suoi pensieri che non si accorse di essersi fermato davanti alla camera di lei che lo stava osservando con sguardo interrogativo.
-Ops scusa stavo immerso in un altro mondo che mi sono estraniato da questo! Mi stavi dicendo qualcosa?-
-Niente d’importante! Solo che ero arrivata alla mia stanza e ti auguravo buona notte!-.
-Scusa di nuovo, buonanotte anche a te! Ci vediamo domani mattina! replicò imbarazzato osservando lei ed il numero della sua stanza - Sono arrivato anche io comunque, ho la camera accanto alla tua! – continuò vedendo il numero 66 nella porta accanto.

 continua................................
Michele

1 commento:

  1. anche io ho voluto dire la mia su questo evento atteso da molti con molta ansia e paura..........
    mi spiace pubblicarlo il giorno dopo!!!!!!!!
    ma il day after in alcuni casi è il migliore!!
    Michele

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